Articolo “36″

Appello ai parlamentari nazionali Siciliani




In Sicilia non possiamo tollerare nuovi aumenti di benzina

La Sicilia e i siciliani non possono continuare a tollerare l’aumento della benzina”.
“In Sicilia viene raffinato oltre il 40 per cento del fabbisogno nazionale e pertanto appare intollerabile che i siciliani vengano doppiamente penalizzati: per il prezzo alto agli impianti di distribuzione e per il mancato introito nelle casse della Regione delle imposte di produzione.
A tutto ciò si potrebbe ovviare se il Parlamento Nazionale desse seguito alla legge – voto approvata, all’unanimità dall’Ars, lo scorso 7 dicembre, con la quale si prevede la modifica dell’articolo 36 dello Statuto Siciliano. Sulla base della norma varata si obbliga le industrie che raffinano gli oli minerali in Sicilia a versare le accise nella nostra Regione e non più allo Stato.
Ciò comporterebbe l’aumento di gettito per le casse regionali nell’ordine di diversi miliardi di euro, considerato che tra le imposte di produzione vanno annoverate quelle versate dalle imprese che in Sicilia, come detto, raffinano circa il 40 per cento degli oli minerali prodotti in Italia.
Un aumento delle entrate regionali, peraltro, senza elevare la pressione fiscale e senza chiedere maggiori risorse allo Stato. Il Parlamento nazionale a questo punto deve prendere atto della volontà espressa dai siciliani per rilanciare le proprie attività produttive.
Ecco perché ci troviamo di fronte ad una iniziativa di portata storica che tutti i parlamentari siciliani, a prescindere dagli steccati politici ed ideologici, devono fare propria. A Roma i parlamentari nazionali di Grande Sud vigileranno affinché l’iter dell’approvazione di questa legge sia portato a termine in tempi brevi.
L’approvazione di questa norma non solo consentirebbe di aumentare le entrate regionali, senza elevare la pressione fiscale per il contribuente siciliano, ma metterebbe fine pure alle polemiche che descrivono la Sicilia sprecona “mantenuta” dai contribuenti del Nord con richieste di maggiori risorse allo Stato in un momento in cui la Sicilia sembra ritrovare l’orgoglio che la sua storia e la sua cultura le consentono di vantare.
La Sicilia non ha nulla da temere da un federalismo fiscale equo e giusto, che le attribuisca per intero, salva l’applicazione dei fondi perequativi, la ricchezza che deriva dal proprio territorio”

L’EMENDAMENTO CHE ELIMINA LA “TRUFFA”- LEGGE VOTO PER LA MODIFICA DELL’ARTICOLO 36 DELLO STATUTO

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