Renzi a Mondello: “Elezioni siciliane importantissime, ma niente diktat da Roma”

 

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“E’ evidente che le elezioni siciliane sono importantissime. Lo sono sempre state. Sono importanti non per i giochi politici nazionali ma per la ripartenza nazionale. Sono importanti perche’ se investi su questa regione, la Sicilia e’ in grado di far ripartire l’Italia”

Niente giri di parole, Matteo renzi a Palermo, per presentare il suo libro “Avanti”, conferma la rilevanza che le elezioni siciliane hanno per il Pd.

“Per me e’ la prima volta che vengo in Sicilia dopo il G7. Adesso si puo’ dire perche’ abbiamo deciso di farlo qui, togliendolo a una citta’ importante del centro Italia. Un importante leader durante un appuntamento istituzionale mi disse che in Sicilia c’e’ la mafia. Ma l’idea che la Sicilia sia la mafia va bene per i giornali tedeschi degli anni ’70. Fu in quell’occasione che decisi di fare il G7 in Sicilia e i fiorentini l’hanno presa bene. Non potremo essere mai sufficientemente grati a Borsellino, Falcone, agli uomini della scorta per il loro sacrificio”.

“Non possono arrivare diktat da Roma. Il Pd vincera’ se parlera’ di questioni concrete ai siciliani. Penso che un buon risultato possa arrivare. Le alleanze dipendono dai programmi e dalle leggi elettorali. Il Pd nazionale e’ a sostegno di questa iniziativa. Io sono a loro fianco. Al Pd interessa che le persone stiano meglio, che i ragazzi non se ne vadano e che si abbassino le tasse”.

“Ma cosa pensate che veniamo da Roma e vi diamo il candidato? Ci deve essere la consapevolezza di questa sfida – ha continuato -, non per gli equilibri interni al Pd, ma perche’ se la Sicilia svolta e’ un bene per il Paese. Le modalita’ verranno decise dal territorio. Per me e’ fondamentale che si parli di cose concrete – ha concluso -. La Sicilia e’ la regione che ci ha messo la faccia per la questione migratoria”.

“Le regole elettorali si devono scrivere insieme a Berlusconi e a Grillo e non a colpi di maggioranza. Per i 5 stelle il Pd e’ il nemico. Noi non siamo come loro ma per la lealta’ sempre e non a giorni alterni. La legge elettorale se si fa, si fa insieme. Ci abbiamo provato ma non e’ passata per i franchi tiratori. Se c’e’ tempo non lo so. Non voglio passare i prossimi sei mesi a discutere di problemi interni al Pd e di legge elettorali”.

“Quello che mi interessa – ha aggiunto – e’ non fare leggi elettorali contro gli altri. Al centrodestra diciamo di decidere se stare con il populismo o con il partito popolare. Salvini e’ l’esempio del populismo europeo. Berlusconi deve decidere se inseguire i populisti o diventare il leader dei popolari europei”.

E’ un’esperienza straordinaria essere a 39 anni segretario del Pd. Io all’Italia devo solo dire grazie.”Quello che e’ successo in questi mesi con pezzi delle istituzioni che hanno falsificato prove contro l’allora presidente del Consiglio dimostra che abbiamo dato fastidio”.

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Categoria: Attualità

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