Grande Sud è alleato dei siciliani

Noi di Grande Sud,  abbiamo presentato assieme al PDL e PID la mozione di sfiducia al governo Lombardo. Oggi leggo sui giornali che è stato fatto per una presunta alleanza politica con i predetti partiti.  Niente di più falso e voglio spiegare i motivi che hanno portato noi di Grande Sud a presentare la mozione di sfiducia.
Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana e responsabile dell’MPA , Giuseppe Lupo, deputato e segretario regionale del PD , Antonello Cracolici, capo gruppo del PD all’Ars e l’avvocato Gaetano Armao, chiamato a svolgere il ruolo di assessore all’Economia della Regione Siciliana ed esecutore fallimentare della stessa, stanno scrivendo in questi giorni una delle pagine più nere della storia siciliana.

Avulsi da una tragica realtà che li circonda, come recentemente si sono comportati i dittatori dei nostri amici tunisini e egiziani dell’altra sponda del mediterraneo, stanno portando la Regione Sicilia al fallimento e con essa tutta l’economia siciliana.

A nulla è valso il richiamo del Presidente del Consiglio, Mario Monti, al presidente Lombardo, in occasione dell’incontro per il “movimento dei forconi”, ad un maggiore senso di responsabilità e a non continuare a chiedere soldi quando non si è in grado di spendere i miliardi dei fondi comunitari rimasti nei cassetti,  con grave danno per gli agricoltori, per i pescatori,  per citarne solo alcuni e per tutte le categorie produttive.  Si tratta di sei miliardi e mezzo di fondi per il lavoro e per le imprese che in maniera criminale non vengono spesi per una assoluta incapacità di programmazione ed elementare organizzazione delle elefantiache strutture burocratiche a cui si aggiungono vergognosamente una pletora di consulenti “senza arte ne’ parte”.

Lombardo dopo 4 anni di amministrazione ha il coraggio di dichiarare che individuerà i responsabili, ignorando il fatto che è lui l’unico e vero responsabile , assieme ai citati compagni di cordata,  per non avere messo la dirigenza della regione nelle condizione di potere funzionare a causa del continui trasferenti degli stessi in forza di inconfessabili motivi che non ci è dato di sapere.

Tale questione assume toni ancora più inquietanti per la decisione della Comunità Europea di sospendere quei pochi finanziamenti richiesti a causa delle irregolarità riscontrate nelle procedure e degli insufficienti controlli, che ha costretto il governo nazionale a praticamente commissariarci con l’invio di ispettori e con danni ancora più gravi per la perdita di credibilità della regione siciliana nei confronti dei mercati finanziari e delle società di rating con conseguenti e più che probabili declassamenti che comportano ingenti perdite per le casse della regione a causa dell’indebitamento di circa sei miliardi della regione stessa e dell’aumento dei tassi di interesse. Quando ero io assessore alla programmazione grazie a Gabriella Palocci si è lavorato diversamente.

Sempre più spesso eminenti economisti cominciano ad accostare la Sicilia alla Grecia per il problema del debito della regione e sulle concrete possibilità di fallimento.
Un duro destino ci è stato riservato a noi siciliani, mentre infatti come italiani è aumentata la speranza con il governo Monti che l’Italia possa salvarsi dal disastro,come siciliani ci toccherà fallire a causa della incapacità del governo Lombardo di adottare tutti quegli interventi necessari a risolvere la crisi della Sicilia.

Analogamente gravi sono le responsabilità del governo Lombardo in tema di tagli dei costi della politica . I riformatori conclamati , come si dichiarano gli stessi Lombardo e Cracolici, hanno prodotto il nulla o peggio hanno presentato progetti irrealizzabili come per esempio l’ abolizione delle province e loro sostituzione con fantomatici consorzi.
La realtà è che mentre nelle regioni a statuto ordinario del mezzogiorno nelle prossime elezioni amministrative di maggio saranno tagliati ben 2.277 “politici” negli enti locali, nella regione Sicilia in forza dello statuto speciale che Lombardo ha opposto, saranno 0 i posti tagliati, con la conseguenza che costringerà anche per questi motivi alcuni comuni a dichiarare il fallimento, come il comune di Comiso ha fatto in questi giorni.

Il Governo Lombardo ormai non è più in condizione di tutelare il posto nemmeno negli enti pubblici, altro che tutelare posti di lavoro nel settore privato come il sindacato di riferimento del PD intendono far credere, organizzando marce per il lavoro e per lo sviluppo i cui destinatari della protesta dovrebbero essere praticamente loro stessi in quanto compartecipi dello sfascio, come il caso della formazione professionale siciliana ha dimostrato.

A quali incredibili mistificazione i siciliani sono costretti ad assistere.


Questi sono i motivi e per questo chiedo ai miei colleghi, quando la mozione di sfiducia arriverà in Aula,al di là degli schieramenti di appartenenza, di ricordarsi che si sta assumendo di fronte al popolo siciliano la responsabilità di mantenere in vita un governo che obiettivamente ha fallito in ogni campo, tanto che il nuovo ragioniere generale, Biagio Bossone ,viene da Roma , suggerito dal governo Monti.

A titolo personale, per la cordiale e serena collaborazione che ha contraddistinto i nostri rapporti,  prego il presidente Lombardo nell’esclusivo interesse del popolo siciliano, a farsi da parte , ancor prima del dibattito sulla sfiducia , come ha fatto con grande onore e dignità il presidente Berlusconi, per creare le condizioni di una nuova stagione politica, che sappia affrontare le sfide a cui saremo chiamati a brevissimo termine.

Mi rifiuto di credere che il Presidente Lombardo,  abbia perduto quella capacità di analisi politiche, che comunque ha contraddistinto il suo percorso di uomo politico nel passato, sempre attento alle dinamiche che la società e l’economia di volta in volta hanno presentato.
Per una volta e per una volta sola , presidente, metta la Sicilia prima di tutto.

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Categoria: Economia

Comments (7)

 

  1. Fabio62 scrive:

    Caro Michele,
    Per dovere di precisione i fondi UE previsti nel programma 2007/2013 per infrastrutture, occupabilita’, agricoltura e pesca sono 11,5 miliardi, oltre a circa 10 miliardi di cofinanziamento statale, regionale e privato che fanno lievitare la somma per investimenti strutturali in circa 21,5 miliardi. La spesa fino ad oggi certificata supera di poco un miliardo, motivo per il quale Monti, tirando le orecchie a Lombardo & Co., ha giustamente parlato di uno scarso 4%.
    Non posso, inoltre, trascurare la circostanza che per circa due anni anche tu hai contributo a che tale andazzo fosse permesso, senza alcun – seppur vano – tentativo di invertire tale follia.
    Con doveroso rispetto.
    Fabio

  2. rina scrive:

    Caro Giuseppe e Claudio entrambi avvocati uno di Milano l’altro di Palermo….entrambi con il cuore pieno di SICILIA…. possiamo farcela dobbiamo vincere la nostra scommessa.LA SICILIA PRIMA DI TUTTO

  3. pietro Genovese scrive:

    Condivido appieno l’analisi che individua nella rigidità del bilancio regionale e nella carente programmazione dei fondi strutturali le principali cause della crisi economica che rischia di trascinare la Sicilia in una palude in cui non sarà facile districarsi. L’azione del Governo Lombardo mi appare personalmente schizzofrenica: in alcuni Settori come la Sanità l’azione riformatrice ed improntata al risanamento dei conti sembra attuarsi senza se e senza esitazione, anche quando in taluni casi, come per il caso della recente modifica dei ticket, dovrebbe richiedereuna maggiore prudenza, per evitare disagi ai cittadini ed impoverimento delle famiglie , in special modo quelle numerose cui trasferiamo un altro gravoso balzello. In altri settori come quello della formazione professionale e quello dei fondi strutturali l’immobilismo la fa da padrone, e con esso la mancanza di una prospettiva strategica sui settori economici e produttivi su cui puntare per i prossimi venti anni. E’ arrivato il momento di fare chiarezza individuare gli sprechi e tagliare le risorse laddove gli unici frutti che sono stati raccolti sono stati quelli di anni di clientelismo, parassitismo e malaffare senza che tale formazione abbia realmente avvicinato i lavoratori verso il mondo del lavoro vero. Occorre ragionare fra quelle forze politiche che condividono un progetto di cambiamento , una prospettiva per la Sicilia con un orizzonte di lmedio lungo periodo. Occorre individuare una nuova classe dirigente che sappia essere all’altezza delle nuove sfide e che sia al contempo credibile per la sua storia personale e professionale. On.le Cimino, spero che la sua giusta provocazione invocando le dimissioni del Governatore Lombardo, possa far maturare una riflessione seria sulle reali priorietà da affrontare nell’interesse esclusivo dei siciliani che hanno a cuore le sorti della loro terra.

  4. Adriana scrive:

    Caro Onorevole,oggi siamo qui ad affrontare un argomento importante,riguardante e come facciamo da anni” la nostra terra”,adesso mi risponda ,perchè abbiamo avuto dei deputati che sono andati a Roma per anni e non hanno mai dato pugni sul quel tavolo decisionale per difenderci?,facciamo dei confronti ,che oggi vi giuro,mi fanno paura anche udirli, la nostra isola oggi sta male, tanto male,per colpa di chi non ha mai pensato ai cittadini,Ma vedo che in questo periodo si scrive tanto,tutti bravi e buoni ad usare le unioni,cosa che fino a ieri detestavamo anche scrivere come si chiamava il partito inverso,Ho difeso chi oggi si vanta di cosa di quello che non esiste….,mi conforta perchè adesso siamo noi cittadini a sapere contestate la politica dei fatti suoi,che ci ha portato a tutto quello che oggi scrivete,niente lavoro,giustizia contro il cittadino educato,le nostre città invase di Cinesi ,che stanno portando via quel poco che potevamo creare noi e il commercio,la chiesa che non aiuta chi ha fame…..Lo diciamo e lo ripetiamo,e mi spiace per lei di vero cuore………..che ho tanto apprezzato……..dovete andare tutti via,specialmente chi non ha usato il cuore ma la mente,quella di chi non pensa veramente al bene altrui………….

  5. giuseppe cannella scrive:

    Caro Michele, condivido ogni Tua parola. Il momento tragico non permette di giocare a pseudo strategie politiche e tornaconti personali.
    Chi ama la Sicilia deve dichiararlo adesso, al di fuori di alleanze, amicizie, ritorni politici.Tutti sappiamo che non basta una mozione di sfiuducia, ma è necessario subito e con tutti coloro che si dichiarano disponibili, ripartire più velocemente possibile, sapendo che ciascuno dovrà anche riunucuiare a parte delle proprie convizioni e idee per il miglio bene possibile, al momento, per la nostra terra.

  6. enzo 1 scrive:

    intervento puntuale e preciso, ma alle sollecitazioni poste temo che si risponderà con ulteriori interim e continui rinvii. La mia impressione è che Lombardo sia circondato da una masnada di ebeti. l’ultima boutade è la lettera agli assessori circa i vincoli contrattuali da porre ai dirigenti generali sui fondi europei. Ma se sono obbiettivi primari per legge a chi e che cosa scrive? Non sono i dirigenti generali che non sanno cosa scrivere è questo governo che non sa cosa fare. l’invito alle dimissioni sarebbe per Lombardo una scelta di male minore, ma è troppo preso dalla bramosia del potere che gli deriva dalla poltrona.

  7. Claudio Trovato scrive:

    Caro Michele, la Tua è un’analisi lucida e puntuale, condivisibile dalla prima all’ultima parola. Il mondo è cambiato in fretta e la visione gattopardesca della politica (cambiar tutto perchè nulla cambi) è ormai anacronistica ed economicamente insostenibile. La Sicilia ha bisogno di un nuovo modello amministrativo ed organizzativo che responsabilizzi e valorizzi le risorse umane e l’efficiente impiego dei fondi disponibili. Qualsiasi iniziativa privata, finanziata o meno con fondi pubblici, soffre intollerabili ritardi e lungaggini amministrative. Non è possibile andare avanti in queste condizioni. Noi dovremmo offrire ponti d’oro a chi voglia investire (previo screening sulla provenienza dei capitali come avviene negli Stati Uniti), ridurre al massimo i fattori di ritardo della pubblica amministrazione. Per far questo ci vorrebbero politici responsabili e burocrati all’altezza dei compiti assegnati. Invece, persone strapagate si pemettono il lusso di differire di settimane anche la semplice apposizione di una firma ad una pratica già conclusa. Antonello Montante, ad esempio, ha proposto un rating per le imprese in materia di antimafia. Io ritengo, più semplicemente, che basterebbe introdurre la previsione di una white list da rivedere periodicamente (ipotesi che ho sottoposto al Procuratore Messineo); che basterebbe assegnare alle Prefetture un termine perentorio per l’emissione dei certificati.
    La celerità nelle decisioni non è necessariamente frutto di una disamina superficiale. Anzi, è il miglior antitodo alle pratiche corruttive ed allo scetticismo degli imprenditori e dei cittadini.
    Questo momento drammatico è l’ultima opportunità offerta alla Sicilia per cambiare questo stato di cose. Se così non sarà per scelta dei siciliani, avverrà per iniziativa del Governo nazionale o, peggio, dell’Europa. Io voglio pensare che la Sicilia non sarà la nuova Grecia, abbiamo il dovere di crederlo e di fare tutto il possibile per la nostra amata terra. La Sicilia, come bene hai scritto, prima di tutto!

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