Sbarco a Lampedusa ……”La Sicilia prima di tutto”…con Antonio Martino

PREFAZIONE

di  Antonio Martino

(- Stralcio -)

Questo libro di Michele Cimino e Rosanna Restivo non è soltanto una cronaca di un pezzo di storia della Sicilia raccontata da chi l’ha vissuta da protagonista, ma è anche l’occasione per svolgere una serie di riflessioni sull’isola in un contesto più ampio, italiano e anche europeo.

Emerge dall’analisi degli autori, come sottoprodotto forse intenzionale, una descrizione appassionata ma sobria della sicilianità e dei problemi che affliggono la Sicilia e che ne bloccano lo sviluppo. Sono ostacoli di natura endogena, legati cioè al carattere degli isolani, ma sono anche, molto più di quanto si creda, di natura esogena, determinati cioè da scelte politiche assunte altrove, a livello nazionale o europeo.

Dei due anni di politica regionale 2008-2010 non mi occuperò; sono descritti benissimo da chi li ha vissuti in prima persona; accennerò, invece, ad alcune considerazioni più generali che emergono dalla lettura di questo libro e che confermano che i guai siciliani saranno dovuti anche alla storia di un’isola che per venticinque secoli è stata colonia delle civiltà prevalenti del Mediterraneo e al carattere degli isolani, ma che in misura molto maggiore sono imputabili all’importazione imposta di una politicizzazione della vita che ne ha stroncato la crescita e corrotto il tessuto sociale.

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Tornando alla Sicilia,  la sua ubicazione geografica – è la più grande delle isole del Mediterraneo e in posizione centrale, – il suo clima e lo straordinario patrimonio culturale – che presenta splendide testimonianze della storia di tutte le civiltà mediterranee – e paesaggistico ne fanno una regione potenzialmente molto prospera. i migliori agrumeti del mare nostrum sono in Sicilia, i vigneti migliori d’italia sono i nostri, anche se la più antica cultura enologica di piemontesi, toscani e vignaioli di altre regioni garantisce ai loro vini un vantaggio in termini qualitativi rispetto ai nostri. Se si guarda, tuttavia, al rapporto qualità-prezzo dubito fortemente che esistano vini italiani più convenienti.

Turismo e agricoltura hanno quindi un enorme potenziale di sviluppo che non è ancora stato sfruttato appieno, così come il capitale umano è lungi dall’essere correttamente utilizzato. E qui veniamo ai guasti non intenzionalmente prodotti da politiche sbagliate.

All’indomani dell’ultima guerra il Veneto era più povero della Sicilia, eppure fu abbandonato a se stesso mentre la Sicilia ha attirato l’attenzione dei governanti che si sono prodigati per promuoverne la crescita. L’isola è stata affidata alle amorevoli cure della Cassa per il Mezzogiorno e la Regione è stata dotata di statuto speciale. Fiumi di miliardi, prima di lire, poi di euro, sono stati profusi a vantaggio della Sicilia. il risultato evidente a tutti è che, mentre il Veneto è una delle regioni più prospere d’italia, la Sicilia continua a versare in condizioni di arretratezza rispetto al resto del paese.

Siamo in presenza dell’esempio più evidente che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. I politici volevano promuovere lo sviluppo dell’isola e ne hanno invece causato il ritardo. per generazioni ai giovani siciliani è stato implicitamente spiegato che, se volevano avere successo nella vita, non dovevano impegnarsi ma procurarsi la tessera di partito più opportuna! Le spese ispirate a in-tenzioni di nobile meridionalismo, infatti, hanno dilatato a dismisura l’impiego pubblico, in genere distribuito con metodi clientelari, senza creare le condizioni che rendes-sero possibile l’investimento produttivo privato.

La parte migliore della nostra gioventù, quindi, è stata dirottata verso l’impiego politico burocratico largamente parassitario, o costretta a lasciare la Sicilia per trovare lavoro altrove. Molte migliaia di giovani siciliani che avrebbero potuto contribuire alla rinascita sono stati spostati altrove. il danno inferto al tessuto sociale dalla politicizzazione della società in Sicilia continuerà a impedirne la ripresa per molti decenni a venire.

Dalla lettura di questo libro emerge l’amarezza di chi ama la sua terra – “la Sicilia prima di tutto” – di chi s’impegna in prima persona perché le cose migliorino e si trova a dovere fare i conti con una realtà talmente ingarbugliata da apparire a volte del tutto inestricabile quando non addirittura indecifrabile.

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Categoria: Attualità, Cultura & Religione, Economia, Politica

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