Il Commento: RAFFAELE LOMBARDO, LA CONTRADDIZIONE VIVENTE

In un post recente avevo ricordato a Lombardo che è meglio non fidarsi mai del PD sono stato fin troppo facile profeta ed i fatti successivi mi hanno dato ragione. Avevo anche posto alcune domande  che riporto aggiungendone un’altra e su cui attendo risposta.

Le domande sono:

  • Si è reso conto il presidente Lombardo che chi tradisce dei fedeli alleati , come Miccichè e tutti noi di Forza del Sud ,viene ripagato con la stessa moneta?
  • Valeva la pena tradire gli elettori per allearsi con un partito che specialmente qui in Sicilia era stato sconfitto e che ambiva solo alle poltrone?
  • Quali sono stati i benefici di questo finto governo tecnico per la Sicilia?
  • Quale è stato il vantaggio di polemizzare e rompere con il governo nazionale per poi andare ad elemosinare fondi per far quadrare i conti del Bilancio?

Ed ora aggiungo quest’ultima

  • Lombardo ha dichiarato, dopo le dichiarazioni di Latorre e  l’incontro con Berlusconi, che nel caso il PD tolga il sostegno al governo si torna  alle urne.  Se è possibile  formare una maggioranza tra Terzo Polo e Centrodestra, che poi sarebbe la coalizione che lo ha eletto, perché ritornare in questo caso alle urne e  non quando ha in concreto fatto il ribaltone portando in giunta il PD?

Michele Cimino

Commento postato da: Michelangelo Ingrassia
Che il governatore autonomista della Sicilia si chiami Lombardo è già di se una contraddizione, sia pure ironica. Antropologicamente parlando il cognome in questione è una traccia della presenza lombarda nell’Isola in epoca medievale. Rivive, dunque, in Raffaele Lombardo, quell’intreccio storico siculo-lombardo che era stato dimenticato. Forse è da questa straordinaria sintesi che provengono le vivaci contraddizioni del Governatore.

A Lombardo è sufficiente una conversazione con il Presidente del Consiglio per dichiarare ufficialmente che Berlusconi, ufficiosamente, gli ha confidato di voler recuperare l’alleanza con il movimento lombardiano. Poche ore dopo, però, le agenzie devono prendere atto del ribaltone di Lombardo il quale “corregge ancora il tiro”, come annuncia “La Repubblica” (pensando forse ai novanta fucili della collezione privata del governatore custoditi nella pubblica sede della Giunta di Governo – notare la contraddizione pubblico/privato, prego).

Del resto i siciliani ormai si sono abituati ai continui ribaltoni del Governatore. Vince le elezioni con una coalizione di centrodestra ma governa con una maggioranza di centrosinistra; si presenta come l’alfiere del sicilianismo ma si allea con Bossi; contesta giustamente la piemontesizzazione della Sicilia ma arruola dirigenti piemontesi per dirigere gli uffici siciliani (emulando i luogotenenti settentrionali in Sicilia del 1861). La contraddizione più netta, clamorosa, incredibile per un sicilianista, però, è un’altra: Lombardo governa con gli eredi di quella sinistra siciliana che votò contro lo Statuto siciliano (torneremo su questa pagina di storia).

Si dirà che lo stesso fece l’indimenticabile Silvio Milazzo. Lombardo non è Milazzo, e l’attuale governo non ha nulla a che vedere con quel governo brillantemente consegnato alla Storia.

In politica nulla è statico, tutto è dinamico; è legittimo cambiare idea secondo le circostanze di tempo e di luogo. Le contraddizioni, però, sono un’altra cosa e con esse si corre il rischio di diventare paradossali. Una cosa sono le idee che mutano, un’altra le contraddizioni e i paradossi di cui si resta prigionieri.

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Categoria: Attualità, Politica

Comments (1)

 

  1. Adriana scrive:

    Michelangelo scrivi giusto , ma la gente non capisce una cosa, il Governatore Lombardo governa la nostra regione già da qualche anno,cambiando sempre le sue forme della politica, o sei di sinistra o di centrodestra o di destra, ribaltone, io direi che sceglie chi lo garentisce di più, nelle sue aspettative, di come fragare noi cittadini, come si dice un magna magna, Adesso alla gente non importa,vuole soltanto che lui inizi a pensare ,non di cambiare lato politico ogni due mesi alla giunta,ma di cambiare poltrona, ma di andare direttamenta a Catania, sedersi nella sua e non muoversi più………….

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