FDS ai Consigli Comunali: sostenere la modifica dello statuto

Da La Sicilia – 4 maggio 2011 – via www.forsadelsud.it

Federalismo, iniziativa volta a togliere ostacoli al versamento della accise petrolifere alla Sicilia

PALERMO. E’ una vera e propria campagna di sensibilizzazione degli enti locali, quella lanciata dal gruppo di Forza del Sud all’Ars che ha inviato una lettera a tutti i presidenti dei consigli comunali della Sicilia affinché le assemblee civiche rispettivamente presiedute, approvino una mozione di sostegno al disegno di legge voto per la modifica dell’art. 36 dello Statuto autonomistico, che così recita:

“1) Al fabbisogno finanziario della Regione si provvede con i redditi patrimoniali della Regione e a mezzo di tributi, deliberati dalla medesima.

2) Sono però riservate allo Stato le imposte di produzione e le entrate dei tabacchi e del lotto”.

Nella missiva firmata da Michele Cimino, Titti Bufardeci, Carmelo Incardona, Francesco Mineo e Toni Scilla, premesso che il sostegno alla mozione non implica alcun impegno politico, ma solo fare tutti insieme gli interessi della Sicilia, si rileva l’opportunità di una campagna d’opinione per spingere prima l’Ars ad approvare il disegno di legge voto e, poi, il Parlamento nazionale ad avviare la procedura di riforma costituzionale (lo Statuto siciliano fa parte della Costituzione), per impedire che con l’entrata in vigore del federalismo fiscale, la Sicilia venga penalizzata, soprattutto i Comuni che sempre di più hanno difficoltà a fare quadrare i propri bilanci, a causa dei trasferimenti regionali e statali che si assottigliano di anno in anno.

«La legge delega sul federalismo fiscale – sottolinea Michele Ciminoprevede che alle regioni a Statuto speciale, a fronte di ulteriori competenze, attraverso le norme di attuazione, sarà garantito un finanziamento aggiuntivo mediante forme di compartecipazione ai tributi erariali e alle accise. Però, il secondo comma dell’art. 36 del nostro Statuto, che riserva allo Stato le imposte di produzione e, quindi, le accise, potrebbe diventare un ostacolo alla compartecipazione al gettito delle imposte di produzione».

In Sicilia, come è noto, si raffina circa il 40% degli oli minerali prodotti in Italia. Ma le società petrolifere hanno sede fuori dalla Sicilia e, quindi, le accise vengono incassate dallo Stato. Si tratta di un gettito, secondo dati risalenti al 2008, di circa 10 miliardi di euro, oltre l’Iva.

La Regione siciliana ha più volte chiesto ai governi nazionali che si sono succeduti nel tempo alla guida del Paese, di riconoscere alla Sicilia almeno una quota di questo gettito, ma trovando sempre un muro invalicabile. Il sostegno chiesto ai presidenti di tutti i consigli comunali della Sicilia, ovviamente, è anche una sollecitazione all’Ars perché metta il disegno di legge voto fra le priorità della sua attività legislativa.

«Se non saranno assunti i necessari ed indifferibili provvedimenti legislativi – scrivono i parlamentari di Forza del Sud – la Regione siciliana e di seguito le Province e i Comuni, saranno travolti dalle norme imposte dal federalismo fiscale. La mozione rappresenta solo lo strumento di partecipazione e di condivisione da parte di tutti gli amministratori siciliani al processo di modifica dell’art. 36 dello Statuto speciale: non è e non vuole essere strumento politico di parte».

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Categoria: Le Buone Letture

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