Intervento sull’Ordine dei Lavori (finanziaria 2011)
RESOCONTO STENOGRAFICO
(Stesura provvisoria)
245ª SEDUTA
MARTEDI’ 26 APRILE 2011
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-630 ter-630 quater/A «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l’anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2011. Legge di stabilità regionale»
CIMINO. Chiedo di parlare sull’ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ritengo che il momento di discussione della legge finanziaria e del bilancio della Regione sia da sempre il rituale più importante dell’Assemblea regionale siciliana, soprattutto per le risposte che il Parlamento riesce a dare alla Sicilia e, soprattutto, per la capacità di aver saputo concertare le diverse iniziative di inserire norme finanziarie, o anche coperture di bilancio, con audizione, con discussione in Commissione di merito, nella Commissione bilancio, per poi vedere il pieno apprezzamento del Parlamento regionale.
Quello che sta avvenendo questa sera, Presidente Formica, è un fatto strano ed è anche un precedente direi pericoloso per l’Assemblea stessa.
Per me questa è la diciassettesima finanziaria, è il diciassettesimo bilancio che andiamo a votare, ed il percorso che quest’Aula, la Presidenza, si è sempre dato per esitare il bilancio e la finanziaria è quello di apprezzare i lavori, non solo delle Commissioni di merito, ma soprattutto di condividere con il Parlamento il lavoro certosino ed attento che da sempre ha svolto la Commissione Bilancio. Per la prima volta, qui, invece, notiamo argomenti che in Commissione non sono stati affrontati, non sono stati approfonditi e, soprattutto, non hanno trovato il coinvolgimento delle associazioni di
categoria, od il coinvolgimento dei soggetti che operano in determinati settori.
Ritengo che la proposta che Lei, signor Presidente, ha voluto esprimere, di discutere ed esitare il bilancio, senza pensare ai rapporti successivi con la finanziaria, non sia praticabile per diverse ragioni. Ritengo sia giusto che il Governo si accinga a discutere, ad esitare una proposta di bilancio con una finanziaria notevolmente razionalizzata, tale poi da proporre all’Assemblea dei disegni di legge organici, come per esempio quello sulla soppressione delle case popolari, che leggo nell’emendamento, o come il riordino delle ASI, e altre iniziative che già il Presidente Cascio aveva stralciato nella finanziaria dell’anno scorso all’inizio della trattazione in Commissione bilancio, proprio per rendere i lavori più agevoli, così da creare le condizioni affinché il bilancio della Regione possa essere esitato.
Appare strano, infatti, che in Commissione non si sia discusso degli aumenti dei canoni demaniali per chi gestisce i lidi balneari, o chi crea delle condizioni di sviluppo nell’ambito del turismo, appare strano che in Commissione non si sia affrontato il tema delle scuole di servizio sociale, e invece si legge la volontà di operare una notevole riduzione.
Allora, è bene potersi dare un ordine dei lavori e, soprattutto, anche dei criteri sulla volontà di apprezzare questo testo. È necessario che le materie trattate negli emendamenti del Governo debbano ritornare in Commissione bilancio, perché vi è un criterio e un precedente storico che va rispettato e va valorizzato.
In materia di bilancio ritengo che vi siano delle iniziative, non solo da approfondire, ma soprattutto da valorizzare, perché questa Assemblea non può accettare sic et simpliciter, provvedimenti che di fatto mortificano alcune iniziative importanti del nostro settore e, soprattutto, iniziative che possono creare maggiore occupazione e anche una crescita economica.
Rispetto agli emendamenti presentati ritorno a parlare della finanziaria del 2010, perché vi sono alcuni articoli importanti che, ancora oggi, non sono stati applicati, che non sono stati mai attuati. E riproporne nuovamente la riforma, o la modifica, sarebbe cosa strana, ma ancor di più, cosa che crea notevole confusione.
Avendo letto velocemente e in modo non approfondito questo testo, mi è venuto in mente una considerazione, a proposito del Parco archeologico di Agrigento. Mesi fa si era pensato di inserirlo all’interno di un servizio dei Beni culturali, e oggi si vuole invece dare la possibilità di unificare il Parco archeologico con il Museo archeologico, e addirittura si vuole nuovamente ricreare il Consiglio del Parco archeologico. Secondo me, su questo argomento, anche il Governo che ha collazionato le diverse idee dei diversi assessori, deve fare un attimo di sintesi, perché vi sono delle norme che sono anche in contrasto rispetto al testo presentato.
La materia del bilancio va trattata unitamente a quella della finanziaria, e per questo è necessario non solo che vi sia un momento di approfondimento, ma, soprattutto, la volontà di stralciare l’80 per cento di questi provvedimenti, per creare le condizioni di fare delle norme di settore. Per esempio, l’assessore Venturi si è attivato bene nell’ambito dei consorzi ASI, e oggi mi stupisce vedere in finanziaria un emendamento che acquisisce i capannoni delle ASI alla Regione siciliana, cosa che giuridicamente non credo sia possibile, perché le ASI così come anche le case popolari, sono Istituti autonomi che operano con il contributo degli associati, e la Regione ha un potere soltanto di vigilanza.
Mi pare questo un testo arrogante, perché non ha sicuramente ascoltato né i vertici, né i sindacati che operano nell’ambito delle strutture industriali, ma neanche nell’ambito delle case popolari siciliane e, così come tante altre iniziative per esempio sui consorzi di ripopolamento ittico e sugli altri consorzi operanti in Sicilia.
Queste norme, se si vogliono fare, si possono fare con leggi di settore e, comunque, con la concertazione dei sindacati e con chi quotidianamente condivide questi problemi e questi settori. Questi provvedimenti così estemporanei, senza una valutazione della Commissione, non sono possibili e sicuramente il Parlamento darà un parere negativo.
Comments (1)

























Intervento in cui emerge oltre la competenza anche il rispetto per le istituzioni che si rappresentano.