Dal sito di Davide Faraone
http://www.davidefaraone.it/2018/01/domani-renzi-a-caltagirone-si-al-popolarismo-no-al-populismo/

E’ passato quasi un secolo, ma quel manifesto del 1919 che diede vita al popolarismo, “L’appello ai liberi e forti”, lo chiamò così Don Sturzo, siciliano, visionario e autenticamente democratico, 99 anni dopo è di un’attualità dirompente. Libertà, diritti, giustizia sociale, mezzogiorno, internazionalismo, pace e sviluppo economico, in parole povere “giustizia e libertà”, sono i pilastri di quel pensiero sturziano che dobbiamo tenere a mente per contrapporre al populismo di oggi, quel popolarismo che può dare valore alle comunità. Proprio su “Popolarismo e populismo” domani, 18 gennaio, alle ore 17, a Caltagirone, (Cine Teatro S.Anna) arriverà Matteo Renzi. Sarà l’occasione per riflettere insieme, per sottolineare che guardiamo avanti a partire dal pensiero di Don Sturzo. Solo così eviteremo che questa nostra Italia torni al passato, rifaccia un salto nel buio. Sì al popolarismo, agli Stati Uniti d’Europa, ai diritti, alle libertà e alla giustizia. No ai populismi, alle nuove destre e ai fascismi del terzo secolo.

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Natale 2017

20 dicembre 2017



auguri

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Tanti Auguri

8 dicembre 2017



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Bisogna compattarsi e rafforzarsi in vista delle prossime competizioni elettorali insieme al centro sinistra, unica alternativa al dilagare del populismo e all’ideologia anti-meridione della Lega.
Oggi, a mio avviso, il centro sinistra rappresenta l’unica e vera alternativa alla politica del “non fare” e del criticare ed alla politica che vuole un Nord sempre più ricco e florido a discapito di un Sud sempre più povero e bistrattato

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Grazie

16 novembre 2017



Grazie a Te che hai creduto creduto in me, desideroso di poter contribuire alla rinascita della nostra amata Regione.
Purtroppo non è bastato, ma non ci si ferma e si va avanti con l’impegno e la passione di sempre.

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Dopo la SS. Messa di Domenica scorsa sono stato invitato, come tutti i fedeli presenti, dal sacerdote della Basilica dell’Immacolata a partecipare alla Marcia silenziosa in favore del Colle e della cattedrale di Agrigento.
Senza alcuna esitazione diedi la mia disponibilità e la mia totale condivisione all’iniziativa, pienamente consapevole della necessità di contribuire, ancora una volta, ad ultimare un progetto ambizioso e necessario per gli agrigentini, per il quale mi ero già speso come uomo di governo.
Subito, però, mi sono reso conto della possibile strumentalizzazione ardita da parte di alcuni attori (e non solo) dell’iniziativa e ricordando la marcia e l’accampamento dinnanzi la Prefettura per l’aeroporto di Agrigento è maturata in me, la convinzione che le marce non servono ad accelerare la realizzazione degli interventi a favore del territorio ma serve, invece, l’impegno determinato nelle sedi opportune; La strumentalizzazione, di quella marcia, si è conclamata con la denigrazione, fine a se stessa, dell’intera classe politica agrigentina ed ha avuto riprova nel fatto che le marce, prive di contenuti e di serie proposte risolutorie, non servono a nulla se non a consentire la passarella di chi vive di fatti evanescenti e fuori dalla realtà, che rispondono, però, a logiche che non mi appartengono.
Avrebbe avuto senso sollevare il problema dopo questa scadenza elettorale ai deputati della nuova legislatura per impegnarli seriamente sulla futura attività di governo e non organizzare una marcia proprio in concomitanza della chiusura della campagna elettorale.
Per tali ragioni ho deciso non solo di non partecipare, ma soprattutto di denunciare i fatti all’ Autorità giudiziaria, per accertare eventuali responsabilità, stante l’imminente chiusura della campagna elettorale.

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